IL BAGNO TURCO di Ferzan Ozpetek (1996)

, Grandi Esordi

Il bagno turco_opereprime.org1Francesco è un architetto che eredita un vecchio bagno turco (hamam) a Istanbul, alla morte della zia Anita che non ricordava di avere. Si reca immediatamente in Turchia, con l’intenzione di vendere il prima possibile l’immobile e ritornare nel suo studio a Roma, dove lavora con la moglie Marta e con Paolo, un altro socio. A Istanbul, Francesco conosce la famiglia di Osman – che gestiva l’hamam insieme a sua zia Anita – che lo accoglie con affetto e ospitalità e, prima che possa rendersene conto, Francesco rimane affascinato dalla città turca e dai suoi abitanti, al punto di decidere di non vendere più l’hamam ma di ristrutturarlo; mentre l’amore per Mehmet fa breccia in lui. Poco tempo dopo, Marta raggiunge suo marito in Turchia a causa della lunga assenza nella capitale romana e, intenzionata a separarsi definitivamente da lui, lo riscopre profondamente cambiato. Il confronto tra i due, però, viene interrotto da un inaspettato evento. L’esordio alla regia di Ferzan Özpetek è un film delicato, che attira lo spettatore ad ogni inquadratura: la fotografia con le riprese della città – dipinti affascinanti – cattura e conquista lentamente, immergendo lo spettatore in una nuova realtà, tra vicoli e vecchie case di legno, fino a fargli scoprire gli hamam.  Sono luoghi strani gli hamam, misteriosi, dove il vapore rilassa i corpi e le menti. Rifugio per piccoli piaceri e capricci, i bagni turchi vengono vissuti con una certa sacralità, anche per chi – come Francesco – non vi ha mai messo piede. Ed è proprio all’interno di quelle mura umide che Francesco si scoprirà innamorato di Mehmet. Il bagno turco è un film che racconta le storie d’amore del giovane architetto: quella per il ragazzo che lo ha cambiato nel profondo e quella per una città che lo ha affascinato e che, ormai, è la sua casa. Il bagno turco_opereprime.org2L’incantevole colonna sonora immerge magistralmente lo spettatore in un film sensuale e, per certi versi, erotico, dove i personaggi sono circondati da un’aurea misteriosa e alle volte impenetrabile. L’opera prima di Ferzan Özpetek è una lettera d’amore a Istanbul, città dai mille volti, che affascina e seduce; è un film che stupisce e meraviglia intimamente lo spettatore. E anche se rimane un certo sapore nostalgico, il vento di Istanbul, quel vento leggero che vuole bene chi si aggira tra quelle strade, riporta la pace e la serenità per chi, come Marta e Francesco, è alla ricerca di qualcosa.

 

di Francesca Canadà

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