GONE BABY GONE di Ben Affleck (2007)

Gone Baby Gone_opereprime.org1A Dorchester, un quartiere difficile di Boston, sparisce dalla sua cameretta una bambina di quattro anni, Amanda McCready. La polizia non riesce a trovare nessuna pista e così gli zii della bambina, disperati, si rivolgono a una coppia d’investigatori privati: Patrick Kenzie e Angie Gennaro, ingaggiandoli per aiutare la polizia a occuparsi del caso. I due iniziano così a collaborare a stretto contatto con i detective Bressant e Poole, sfruttando anche le conoscenze che Patrick ha nel quartiere. Fra locali malfamati, spacciatori e incontri con vecchi amici, Patrick scopre una nuova pista che riconduce la sparizione della bambina a una triste realtà, molto diversa e distante dall’iniziale versione dei fatti fornita dalla madre. Mentre Amanda rischia di essere risucchiata in un nulla senza ritorno, i due investigatori si trovano invischiati nel marcio di un’indagine dai contorni incerti, che li costringerà ad affrontare il loro lato più oscuro come vittime di un complotto. Interessante e piacevole esordio alla regia per Ben Affleck, passato dietro la macchina da presa con l’adattamento di un romanzo di Dennis Lehane che presenta una trama piuttosto elaborata, con frammenti che s’incastrano insieme rendendo difficile, talvolta, l’immediata comprensione della vicenda. Ma questo è proprio uno dei pregi del film e di conseguenza della regia di Affleck: l’aver scelto di non semplificare la complicata narrazione, finendo comunque col fornire spiegazioni a tutti i misteriosi scenari che vengono ad aprirsi. Affleck è stato capace di trattare una storia senza facili toni sensazionalistici o lacrimosi facendo vivere davvero i personaggi e facendoli muovere con delicatezza in una trama intervallata con una giusta dose di violenza che si confà al caso. E’ un film cupo, con dei richiami alla tradizione dei noir degli anni ’30, dove il mondo che si vede presenta una normalità che cela sempre qualcosa di più grande e doloroso, in cui si materializza il ritratto di una società ambigua, divisa e indecisa su ciò che è giusto fare, sul desiderio di giustizia e il bene a tutti a costi. Gone Baby Gone non è un film che vuole raccontare “solo” Gone Baby Gone_opereprime.org2la sparizione di una bambina, ma anche e soprattutto le scelte che si compiono e che, secondo il caso, possono assumere un peso diverso per la vita di coloro che sono coinvolti. Affleck fa riferimento a un cast di grandi professionisti come Morgan Freeman (nel ruolo del capo della Polizia Doyle) e Ed Harris, riuscendo a far brillare una bravissima Amy Ryan nel ruolo di una madre tossicodipendente “sbagliata”. La scelta più interessante è però quella del fratello Casey per il ruolo del protagonista: nella prima parte del film sembra non convincere a pieno, per poi rivelarsi improvvisamente molto adatto alla figura di un detective privato dai grandi ideali, con un’espressione preoccupata bilanciata dalle movenze di chi, nonostante la grande ‘stanchezza’, rimane convinto della necessità di agire nonostante tutto.

 

di Beatrice Bosotti

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