LA SECONDA VOLTA di Mimmo Calopresti (1996)

, Grandi Esordi

La seconda volta_opereprime.org1La vita di Alberto, professore universitario, si ferma in seguito all’incontro fortuito con una ragazza: lei, Lisa, è la stessa militante delle Brigate Rosse che, dodici anni prima, tentò di ucciderlo con un colpo di pistola. L’uomo, che ancora risente delle conseguenze fisiche e psicologiche di quello spiacevole episodio, cerca di avvicinarla e di scoprire di più su di lei: carcerata, condannata a trent’anni, grazie a un permesso speciale può recarsi ogni giorno in città a lavorare in un ufficio, concedendo alla sua vita, in questo modo, almeno una parvenza di normalità. Da parte sua, Lisa crede che Alberto la stia corteggiando, ma si sente frenata dalla sua condizione per lasciarsi andare. Quando, finalmente, la verità viene a galla, tra i due inizierà una guerra fredda senza vincitori. Punirne uno per educarne cento, questo il principio che è costato ad Alberto (Nanni Moretti) una pallottola nella testa. E diventa anche un’idea che torna a perseguitarlo quando si imbatte in Lisa (Valeria Bruni Tedeschi) fuori da un ristorante: una persona cui viene permesso di fingersi normale, che non ricorda nemmeno il volto della sua vittima e che, in realtà, ha un passato da terrorista. La sensazione di subire, per la seconda volta, un’ingiustizia lo porta a seguire la ragazza, a conoscerla, ad ascoltare – con un po’ di soddisfazione e un po’ di sadismo – le bugie di lei, stando al gioco finché gli riesce. Per Lisa, invece, la possibilità di avere un corteggiatore la spinge verso la tentazione – già presente, inconsciamente – di cancellare la sua vecchia identità di giovane studentessa dagli ideali eversivi per La seconda volta_opereprime.org2darsene un’altra più innocua e ricominciare. Mimmo Calopresti, nella sua prima prova da regista, dà uno sguardo di democratico superpartismo alla vicenda – liberamente ispirata al romanzo ‘Colpo alla nuca’ di Sergio Lenci – concedendo lo stesso spazio e considerazione a entrambi i suoi personaggi: nel corso del confronto/scontro, perciò, si viene tirati prima dalla parte di Alberto, vittima senza colpe, e poi da quella di Lisa, colpevole di essersi fatta trasportare troppo ingenuamente da rovinose idee rivoluzionarie di cui, comunque, non riesce a pentirsi. Calopresti insegna – grazie a una sceneggiatura mite e priva di moralismi – ad osservare da dentro e fuori una rivalità antica e irrisolvibile, sempre pronta a riemergere una seconda volta.

 

di Cristina Morra

Lascia un commento