IL LABIRINTO DEL SILENZIO di Giulio Ricciarelli (2016)

, Opere Prime

Il labirinto del silenzio_opereprime.org1Nella Francoforte del 1958, un giovane avvocato della procura di nome Johann Radmann, strenuo difensore di ogni forma di giustizia e fiero cittadino tedesco, sta facendo gavetta. Un giorno si imbatte nella sfuriata del giornalista Thomas Gnielka, indignato dal fatto che nessuno tra i componenti della procura sia disposto a intraprendere una causa giudiziaria contro un ex SS ora impiegato come insegnante in una scuola elementare; l’idea di potersi occupare di qualcosa di diverso dalle solite infrazioni al codice stradale e il suo spassionato rispetto per la giustizia portano Johann ad avvicinarsi a Thomas. Ma la sua indagine – alla ricerca di un qualche crimine che possa, effettivamente, portare all’esclusione dell’ex militare nazista dai pubblici incarichi– sfocerà in un’inchiesta di dimensioni colossali, riportando alla luce ciò che la Germania e tutti i tedeschi hanno cercato fin a quel momento di dimenticare: l’accusa per l’indagato, e per tutte le ex SS che, ormai, sono tornate una vita ‘normale’ come se niente sia stato, è quella di sterminio di massa contro milioni di ebrei. Interrogando i sopravvissuti di Auschwitz e consultando rapporti ufficiali di quello che veniva cordialmente denominato ‘campo di detenzione preventiva’, la vicenda mette a dura prova anche l’orgoglio patriottico di Radmann, sconvolto dall’idea di aver sempre vissuto a contatto con il male. Giulio Ricciarelli ha colpito l’opinione pubblica internazionale con un film che è, insieme, documentazione e interpretazione di una verità non accreditata da tutti: ovvero che, a poco più di un decennio dall’orribile genocidio toccato ai ‘non-ariani’ nei campi di sterminio, Il labirinto del silenzio_opereprime.org2la maggior parte della popolazione tedesca sia completamente incosciente delle azioni disumane compiute dal partito nazista. Ricciarelli mostra con semplicità come un avvocato alle prime armi ma molto intraprendente e dai sani principi morali – una sorta di superman in borghese che racchiude, nella sua artefazione, le caratteristiche di tre procuratori realmente esistiti – combatta la rimozione messa in atto dalla Germania e da lui stesso fino a quel momento. Incastrando le onorevoli vicende di Francoforte sul Meno nella romanzesca struttura standard del cinema di genere, Il labirinto del silenzio è un’opera prima pulita e onesta, senza sbavature né intraprendenza cinematografica: perfetto per le scolaresche durante il Giorno della Memoria.

 

di Cristina Morra

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