BANGLAND di Lorenzo Berghella (2015)

, Opere Prime

Bangland_opereprime.org1Lorenzo Berghella è un giovane regista, classe 1990, che nel 2015 firma la sua opera prima, Bangland, una graphic novel dai toni provocatori ambientata in un America distopica in cui Steven Spielberg è  il presidente che dichiara guerra al Mahaba, un fantomatico stato africano. Fantomatica è anche Banglad, metropoli marcia da cui prende nome il film, dove si intrecciano le vicende di molteplici personaggi, uniti dalla malsana idea che chiunque non sia bianco è un potenziale terrorista. Come afferma l’autore, Banglad  affronta tematiche forti come politica, guerra, terrorismo, religione, mass-media che alludono alla stringente attualità reale. Berghella, nella sua opera prima, si cimenta nel ruolo do regista tout court; Bangland è un film di animazione disegnato, fotogramma per fotogramma, interamente dallo stesso regista senza l’apporto di una squadra, curando da solo ogni singolo aspetto visivo dell’opera. Nato da un cortometraggio scritto e diretto da Berghella durante  i suoi studi alla I.F.A. (International Film Academy) di Pescara, il progetto è divenuto poi una web-serie: “Too bad”, successivamente mostrata a Gianluca Arcopinto da Alessandro e Cristiano Di Felice, fondatori della I.F.A. e della casa di produzione RòFilm. Arcopinto rimane vivamente convinto dall’originalità del prodotto ed infine, Bangland_opereprime.org2grazie anche al collettivo Mina, creato ad hoc per l’occasione, Bangland diventa un film di animazione con uno stile molto lontano dall’animazione cui siamo abituati. Berghella mette, nel suo esordio, il cinema nel cinema con espliciti richiami alla ‘settima arte’ come la scritta  «Once upon a time to Banglad» alludendo a Sergio Leone, oppure il chiaro riferimento a “Il grande dittatore” di Charlie Chaplin. Bangland è, quindi, anche un film meta-cinematografico. Nel 2015, in occasione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, viene consegnato a Berghella il “Premio Siae”, decretando, durante le Giornate degli Autori, un giovane regista di appena venticinque anni come talento emergente del cinema italiano.

 

di Clarice Di Faustino

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