BALLO A TRE PASSI di Salvatore Mereu (2003)

, Grandi Esordi

Ballo a tre passi_opereprime.org1Regista sardo, Salvatore Mereu, si mette alla prova con Ballo a tre passi, il suo primo lungometraggio, realizzando un sincero omaggio alla sua terra uscito nelle sale italiane nel 2003. In origine la pellicola, pensata come un cortometraggio, era stata ordinata come inchiesta su commissione dell’Istituto Superiore Regionale Etnografico Sardo, per documentare lo stato dell’infanzia nell’entroterra dell’isola. Il risultato è un lungometraggio diviso in quattro episodi slegati da un qualsivoglia rapporto di causa-effetto ma dall’alto significato simbolico. Le quattro giornate in cui si svolgono i quattro episodi rappresentano le stagioni dell’anno ma anche le stagioni della vita. Il primo episodio, Primavera/Infanzia, vede protagonista un gruppo di ragazzini che riescono a vedere per la prima volta il mare. I dialoghi incomprensibili, i gesti e gli sguardi trasmettono l’emozione della scoperta di qualcosa ancora ignoto. Nel secondo episodio, Estate/Giovinezza, un pastore introverso e taciturno dichiara il suo amore a una turista francese; tornano puntualmente gesti e sguardi come efficace mezzo che, per ovviare alle barriere linguistiche, viene utilizzato per comunicare il sentimento d’amore a una donna che parla un’altra lingua. Giunge poi l’Autunno con la sua saggezza nel terzo episodio: Ballo a tre passi_opereprime.org2Autunno/Maturità, visto attraverso gli occhi di una giovane suore tornata a casa per il matrimonio della nipote. Nell’ultimo episodio, Inverno/Vecchiaia, un anziano fisarmonicista cerca di alleviare la sua solitudine cantando per poi abbandonare la vita con un addio in stile felliniano. Ballo a tre passi è una pellicola a metà strada fra fiction e documentario; il film è girato quasi totalmente in lingua sarda, con una serie di canti eseguiti dal “Coro di Nuoro” e usanze tipiche dell’isola (per fare un esempio, anche il titolo si riferisce ad una tipica danza sarda, il passu e’ trese). Ad eccezione delle attrici Caroline Ducey e Yael Abecassis, il cast è interamente composto da non professionisti che sanno rendere quella disarmante semplicità che hanno valso al regista numerosi riconoscimenti, primo fra tutti una Menzione Speciale per il Premio “Luigi De Laurentiis”.

 

di Clarice Di Faustino

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