LE ALI DELLA LIBERTA’ di Frank Darabont (1999)

“O fai di tutto per vivere, o fai di tutto per morire. Io ho scelto di vivere.”

Le ali della libertà_opereprime.org1Quando si adatta un libro di successo al grande schermo il pericolo di stravolgere il testo per adattarlo alla materia cinematografica è alto. Pochi esperimenti passano a pieni voti allo scrutinio critico degli spettatori/lettori. Allo stesso modo pochi film riescono a tenere il giusto mix di aderenza al racconto originale e creazione dello sceneggiatore. Le ali della libertà non solo supera la prova ma mette in evidenza ancora di più il messaggio portante di tutta la storia, che si può riassumere in questa frase: “La paura può renderti prigioniero, la speranza può renderti libero.” Tratto dal racconto Rita Hayworth and Shawshank Redemption, scritto dal re dell’horror Stephen King, il film racconta la storia di Andy Dufresne, un bancario accusato dell’omicidio della moglie e del suo amante, condannato al carcere a vita presso la prigione di Shawshank. Nonostante sia innocente è costretto a vivere assieme ad altri detenuti, subendo le peggiori violenze fino a che non decide di reagire mettendo in pratica le sue abilità. Grazie all’attività di contrabbando tenuta da un detenuto, Red (Morgan Freeman), con il quale stringe una forte amicizia, si fa recapitare un piccolo martello da scultore e all’insaputa di tutti comincia a progettare la sua fuga. Nel frattempo si costruisce una propria posizione nella prigione. Diventa consulente finanziario delle guardie, convince il Senato a stanziare un piccolo fondo per aprire una biblioteca nel carcere ed aiuta il direttore in carica a riciclare denaro sporco. Tra lo scetticismo dei prigionieri e la durezza della detenzione, Andy costruisce una sorta di normalità per se stesso e per gli altri detenuti attorno a lui. L’arrivo nel carcere di un nuovo detenuto, Tommy (che si scoprirà essere il testimone indiretto dell’innocenza di Andy) cambia le carte in tavola. Spaventato dalla prospettiva di perdere il suo braccio destro nei traffici illeciti, il direttore Norton fa uccidere Tommy. Deciso a non tollerare più l’ingiusta detenzione, Andy mette in atto il suo piano di fuga fuggendo attraverso un tunnel scavato nella roccia durante gli anni di prigionia. Una volta fuori, riesce a confiscare tutti i soldi al direttore e a denunciarlo presso le autorità. Le ali della libertà_opereprime.org2Da uomo libero si costruisce una nuova vita a Zihuatanejo, un piccolo paese del Messico affacciato sul Pacifico, Red dove lo raggiungerà appena uscito dal carcere. Vedendo questa pellicola non si può non rimanere toccati dal messaggio di forza e di speranza di cui è avvolto il film. La stessa forza che muove le azioni del protagonista coinvolge gli altri personaggi. Il suo percorso di liberazione non è solo fisico ma anche mentale. Nel film la prigione si fa soprattutto materia spirituale, bloccando i personaggi che non riescono a vedere un futuro aldilà della propria condizione. Se questo concetto rimane nascosto tra le pagine del libro, nel film viene espresso in tutta la sua forza attraverso personaggi sapientemente modellati da una sceneggiatura forte e ben calibrata. La bravura degli attori è l’elemento degno di nota di tutto il film. La coppia composta da Tim Robbins e Morgan Freeman, amici anche nella vita, ha saputo restituire umanità sentita e non scontata a due personaggi con passati differenti tra loro. La regia ha saputo degnamente tracciare il percorso umano verso la salvezza dei protagonisti, unendosi ad una fotografia che costruisce un limbo perfetto mediante l’uso di frequenti chiaro scuri. Questa pellicola va ben oltre la semplice trasposizione. Sa esaltare la bellezza e la forza umana manifestata nei momenti più bui. Un classico che occupa il settantaduesimo posto nella classifica dei 100 film più belli di tutti i tempi. Un inno alla vita e alla capacità di rialzarsi in piedi.

 

di Laura Santelli

Lascia un commento