Paolo Virzì – Biografia

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Paolo Virzí nasce a Livorno nel 1964. Dopo aver trascorso la sua infanzia a Torino, cresce nel quartiere popolare livornese delle Sorgenti e già da piccolo inizia a coltivare la sua passione per la letteratura, specialmente scrittori come Mark Twain e Charles Dickens che faranno da modello per le sue future sceneggiature. Nel periodo dell´adolescenza scrive, dirige e recita testi teatrali in alcune filodrammatiche livornesi. Inizia poi un sodalizio artistico con un ex compagno di liceo, Francesco Bruni, che sará il suo cosceneggiatore di fiducia negli anni successivi. Frequenta per un pò l’universitá di Lettere e Filosofia a Pisa e gira cortometraggi e lungometraggi. Si sposta a Roma e qui frequenta il corso di sceneggiatura del Centro sperimentale di cinematografia dove si diploma nel 1987. Tra gli insegnanti del corso c´è anche Furio Scarpelli che diventerà il suo maestro e la sua guida. Con lui lavora alla sceneggiatura di Tempo di uccidere di Giuliano Montaldo. Tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta Virzí collabora alle sceneggiature di Turné di Gabriele Salvatores, Condominio di Felice Farina e Centro storico di Roberto Giannarelli. Si occupa poi insieme a Raffaele La Capria di un film tv, adattamento di Una questione privata di Beppe Fenoglio. Virzí debutta alla regia nel 1994 con il film La bella vita. Film ambientato a Piombino, originariamente il titolo del film doveva essere Dimenticare Piombino, durante gli scioperi del 1992 delle acciaierie, viene premiato con il Ciak d´oro, il Nastro d´argento e il David di Donatello nella categoria miglior  regista esordiente. Successivamente dirige Ferie d´agosto (1995) che vince il David di Donatello come miglior film dell´anno. Ovosodo (1997), dal nome di un quartiere di Livorno, riesce a conquistare pubblico e critica: vince il Leone d´argento- Gran premio della giuria al Festival di Venezia. Dopo aver diretto nel 1999 Baci e Abbracci, a causa di alcuni problemi finanziari di Vittorio Cecchi Gori, produttore e distributore dei primi film di Virzí, vengono bloccate le riprese di My name is Tanino. Il film avrá un percorso difficile e la sceneggiatura dovrá essere piú volte riscritta durante le riprese per la mancanza di finanziamenti. Nel 2003 esce Caterina va in cittá che permette a Margherita Buy di vincere il Nastro d´argento e il David di Donatello nel 2004 come miglior attrice non protagonista e all´esordiente Alice Teghil il premio “Guglielmo Biraghi”. Nel 2006 il regista gira N- Io e Napoleone e nel 2008 Tutta la vita davanti. Quest’ultimo riceve moltissimi riconoscimenti tra cui il Nastro d´argento e il Globo d´oro come miglior film e il Ciak d´oro come miglior film e miglior regia. Nel 2008 il Festival di Annecy, Cinema Italien consegna a Virzí il premio Sergio Leone e nello stesso anno il regista gira a Livorno un film documentario sul cantautore Bobo Rondelli, L´uomo che aveva picchiato la testa. Il film viene prodotto dalla casa di produzione fondata da Virzí nel 2001, la Motorino Amaranto. Nel 2009, sempre per la Motorino Amaranto, gira La prima cosa bella. Il film riceve diciotto candidature ai David di Donatello vincendo per la miglior sceneggiatura, firmata da Virzí con Francesco Bruni e Francesco Piccolo, per la miglior attrice protagonista Micaela Ramazzotti e il miglior attore protagonista Valerio Mastandrea. Il film riesce ad essere designato come film rappresentante il cinema italiano alla selezione del premio Oscar 2011 non rientrando però nella cinquina finale. Tutti i santi i giorni esce nel 2012 e nel 2014 esce Il capitale umano che vince sette David di Donatello e numerosi altri premi e viene scelto per rappresentare l´Italia alla selezione del Premio Oscar 2015 non riuscendo peró a rientrare nei cinque finalisti. Il 12 maggio 2016 uscirà il suo ultimo lavoro La pazza gioia. È sposato dal 2009 con l´attrice Micaela Ramazzotti con la quale ha avuto due figli, Jacopo e Anna.

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