DISTRICT 9 di Neill Blomkamp (2009)

District 9_opereprime.org1Se preferite la fantascienza “intelligente” (2001, Blade Runner, Moon ecc.) questo film non è proprio quello che state cercando. È più simile al cinema dalla CGI ‘pesante’ come Trasformers, agli ultimi Terminator o Star Trek di J.J.Abrams. La storia è estremamente efficace: ambientato nel polveroso contesto di una Johannesburg suburbana, fatta di ghetti e immondizia, si riesce quasi a percepire il fetore, il decadimento e il calore malsano. Una società segregata, degli alieni che vivono in un esilio imposto dagli umani mentre la loro nave madre, apparentemente a pezzi, ciondola sopra la città; insomma un romanzo dark e umoristico allo stesso tempo. Ci sono diverse cose che attraggono lo spettatore in un genere stile Cloverfield. Allo stesso tempo non possiamo esimerci dal constatare altrettante mancanze. Mentre il personaggio principale è ben sviluppato e sorretto da una solida capacità recitativa, pecca al contempo di una  mancanza di supporto da parte di tutti gli altri. È praticamente un one-man show. Il lavoro con la macchina da presa cavalca l’onda della moda del momento, vale a dire  girare tutto in stile reportage, in prima persona, vacillando costantemente (cosa che dopo un pò stanca, soprattutto nella prima parte). Ad aggravare il tutto un vero e proprio sovraccarico della metafora politica. Ma il cammino del regista è difficile, soprattutto se si intende addentrarsi nello sci-fi. Stendendo il bilancio fra lento, l’intelligenza introspettiva e l’azione esplosiva del CGI, Neill Blomkamp ha eluso tutti i migliori registi, anche se, di sicuro, ha ancora molto da imparare da colleghi del genere del calibro di Spielberg, Lucas e Scott. Insomma, come molti altri film di fantascienza prima, District 9 parte con ambientazioni affascinanti e storia di concetto, abili però a sostenere solo i primi 30/40 minuti. Un mockumentary sci-fi è una grande idea e per la prima mezz’ora se ne palpano le potenzialità. A mio parere, sono altre le aree chiave in cui il film ‘cade’.

1) Narrativa / Direzione: non è coerente in tutto il film ,vale a dire lo stile di narrazione viene alterato rispetto a come procede il film, ma questo non è realizzato in modo liscio o convincente e fa più confondere che impressionare. Per chiarire – parte del film è girato con telecamere a mano scadenti e poi improvvisamente si passa a strumentazioni di alta qualità.

2) Trama: Ci sono diversi buchi di trama inspiegabili nel film. Per fare un esempio, gli alieni legati alla terra sembrano avere e produrre armamenti altamente avanzati, che per qualche strano motivo non scelgono né utilizzano. Al contempo accettano la loro situazione e scelgono di scambiare la loro tecnologia over-size per cibo per gatti. Nel frattempo la nave madre aliena è sospesa sopra Johannesburg da 20 anni, langue in attesa, apparentemente imperturbata da una intervento alieno o umano – scenario ridicolo se ci soffermiamo a riflettere.District 9_opereprime.org2

3) Recitazione: Il protagonista, Vikus, è molto divertente e fornisce una performance esemplare, mentre il resto del cast, come abbiamo già detto, risulta quasi penoso. Questo probabilmente deriva dalla volontà di prediligere un cast di attori, magari non professionisti, purché esclusivamente sud-africani.

A parte le divagazioni dilatate, possiamo affermare che, per i fanatici dello sci-fi hollywoodiano, District 9 è un film da vedere, non fosse altro per l’interessante utilizzo di tematiche ormai quasi “addomesticate” e prevedibili.

 

di Mariachiara Lucidi

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