ILO ILO di Anthony Chen (2013)

Ilo Ilo_opereprime.org2Un racconto quasi dei giorni nostri, con le sue zone di luce e di ombra. L’opera prima pluri-premiata del regista cinese Anthony Chen affronta la crisi finanziaria del ’97 attraverso le vicende di una famiglia della classe media. In questo spaccato di vita quotidiana assistiamo al decadimento sia economico che morale, in modo lento e quasi impercettibile, non privo di conseguenze per i protagonisti. I personaggi ordinari e complessi diventano il simbolo del malessere odierno generato da una indistricabile incertezza nel futuro. La madre Leng, una donna fredda e ossessionata dai soldi, è in attesa del secondo figlio e ha bisogno di qualcuno che segua il primogenito Jiale, un bambino ribelle ed ingestibile, e che si occupi della casa. Convince suo marito Tech, un uomo sottomesso ai continui ordini della moglie, ad assumere una tata dalle filippine. Arriva così Terry, una ragazza di ventotto anni, madre di un bambino di un anno che ha dovuto affidare temporaneamente alla sorella per garantirgli un futuro migliore. Tra il figlio e la sua tata si crea un legame speciale, dove entrambi con il supporto reciproco si fanno da spalla in una realtà difficile. Tutti apparentemente diversi e distanti, chiusi nelle loro vite, ma contemporaneamente più simili di quanto credono. Tutti e quattro i personaggi sono alla ricerca di una propria dimensione e stabilità, che continua a sfuggire sotto il peso di una realtà molto difficile. Chi cerca di costruirsi un’altra famiglia, chi ricerca altre figure genitoriali. C’è chi tenta la fortuna in borsa, chi si aggrappa ad ogni tipo di speranza possibile. Ognuno è concentrato nel tentativo costante di tenersi in equilibrio, scrutando con indifferenza quello che c’è intorno. Lo sfondo della città appare poco definito e dai contorni scuri, come i protagonisti stessi che non mostrano il loro lato umano fino ai momenti della loro solitudine. Il mondo attorno che appare in secondo piano rispetto alla centralità della famiglia sembra non lasciare spazio a speranza o positività, delineando al contrario un futuro sempre incerto. Ilo Ilo_opereprime.org1Non è difficile rivedere in questa storia, ambientata, ricordiamolo, durante la crisi cinese del ‘97, l’attuale crisi economica di questi anni con gli stessi effetti e la stessa atmosfera. Questo film può non colpire a prima vista lo spettatore proprio per la sua semplicità e aderenza al reale. Solo alla fine ci si rende conto che la pellicola racconta un pò di noi, della nostra attuale inquietudine, voglia di riscatto, speranza. Ci immedesimiamo nel piccolo Jiale che non vorrebbe abbandonare la sua amata tata Terry, unica figura femminile positiva nella sua vita, o in sua madre che si aggrappa ad una truffa per ritrovare una dimensione di serenità. La tranquillità si trova in una truffa, o nel padre che tenta la fortuna per avere una vita migliore. Si tratta di un altro stato, di un’altra società, lontana chilometri da noi; di un altro decennio che riesce comunque a parlarci di un’inquietudine attuale, più di quanto possiamo esserne coscienti.

 

di Laura Santelli

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