ALMOST BLUE di Alex Infascelli (2000)

, Grandi Esordi

Almost Blue_opereprime.org1Tratto dall’omonimo romanzo di Carlo Lucarelli, “Almost Blue” (Quasi Blu) è un film del 2000 diretto da Alex Infascelli al suo esordio registico. La storia ruota attorno a tre personaggi: un serial killer che uccide studenti universitari fuori sede a Bologna, per poi prenderne gli indumenti, gli effetti personali, l’identità. Un’ispettrice dell’UACV (Unità Analisi Crimini Violenti), Grazia Negro, ragazza sveglia, intuitiva ma anche insicura e impacciata. E infine un cieco, Simone Martini, che vive chiuso in casa con la madre, in un mondo di suoni e, paradossalmente, di colori. Sì, perché Simone non può vedere le immagini, le luci, le persone, ma può vedere le loro voci. E così la voce dell’assassino gli apparirà verde, carica di violenza a stento trattenuta, mentre quella dell’ispettrice è…quasi blu, ma anche quasi triste, malinconica, come recita la canzone Almost Blue, appunto, cantata da Elvis Costello, che Simone ascolta continuamente. La messa in scena di Alex Infascelli è spiazzante per lo spettatore. Le inquadrature rimangono strette, non vanno mai a descrivere l’ambiente nel quale si muovono i personaggi, la maggior parte delle informazioni sono, pertanto,  ricavate dai dialoghi. Il volto del serial killer rimane nascosto, fuori fuoco o tagliato fin quasi alla fine del film, ciò comporta per lo spettatore disagio, frustrazione ed una parziale immedesimazione con Simone. Almost Blue_opereprime.org2Anche la narrazione è poco chiara, procede per lampi, come se si saltasse da un capitolo all’altro evitando l’introduzione e la conclusione. Non possiamo far altro che farci guidare, di volta in volta, dai tre personaggi, un po’ come quando Grazia Negro guida Simone durante la festa in discoteca e, allo stesso tempo, il ragazzo guida l’ispettrice nella ricerca dell’assassino. I personaggi sono accomunati da un senso di solitudine e di malinconia, ciascuno dei tre, inoltre, è alla ricerca dell’approvazione, della riconoscenza, della visibilità e, curiosamente, per ottenere quel che vogliono, hanno bisogno gli uni degli altri. Perciò, per poter chiudere la storia, è necessario l’incontro dei tre protagonisti contemporaneamente, in un insolito triangolo amoroso. Infascelli è stato in grado di dirigere un buon thriller made in Italy che, anche grazie all’ottimo soggetto di Carlo Lucarelli, non ha nulla da invidiare ai thriller americani.

 

di Alice Romani

Lascia un commento