AMERICAN BEAUTY di Sam Mendes (2000)

American Beauty_opereprime.org1I coniugi Burnham appaiono esternamente una coppia perfetta, con una casa perfetta e un vicinato perfetto. In realtà Lester è un uomo insoddisfatto della sua vita familiare e professionale, sull’orlo della depressione fino a quando non conosce Angela, un’amica diella figlia e se ne invaghisce; sua moglie Carolyn è invece una spregiudicata e ambiziosa agente immobiliare, frustrata perché non riesce più a vendere mentre la figlia adolescente Jane soffre di una bassa autostima. Accanto a loro abitano il colonnello pensionato del Corpo dei Marines Frank Fitts, un uomo incredibilmente conformista e conservatore, sposato con Barbara, una depressa cronica e il figlio Ricky, che oppresso dalla ottusa rigidità del padre finge a i suoi occhi di essere un bravo studente mentre è in realtà un consumatore e spacciatore di marijuana. Quello che sembrerebbe essere un film incentrato su una famiglia del buon ceto medio americano che conduce una vita all’apparenza normale è in realtà la storia di una famiglia tutt’altro che tipica: Lester è un quarantaduenne qualunque, in crisi con il mondo intero ma anche e soprattutto con se stesso: fa un lavoro che non lo appaga, non è più attratto dalla moglie e inizia addirittura a guardare in maniera interessata le giovanissime amiche della figlia. Ecco una rappresentazione dell’uomo e della classica crisi di mezza età. American Beauty_opereprime.org2Lo sceneggiatore Alan Ball ha scritto una storia con un buon ritmo, cattiva al punto giusto in cui i toni comici si mescolano perfettamente con quelli drammatici a creare una tensione che sale sempre più fino al finale, forse un po’ eccessivo ma che non stona con il tono generale del film. Interessante poi la scelta dell’uso della voce fuori campo, che spiega cosa lo spettatore sta osservando quando questi potrebbe perdersi e cercando di sdrammatizzare ciò che potrebbe apparire troppo serioso. Nel cast spicca, ovviamente, Kevin Spacey che, con la sua interpretazione che gli è valsa numerosi premi in giro per il mondo, dimostra ancora una volta la sua grandissima abilità di attore. Da non tralasciare però anche la prova di Annette Bening nel ruolo della moglie. Ma questo è il film che segna l’esordio dietro la macchina da presa di Sam Mendes, un regista inglese che proviene dal teatro, dove già aveva dimostrato la sua abilità, e che anche qui non delude, dimostrando di avere grande controllo e cura, servendosi di una regia non spettacolare ma funzionale alla storia che va raccontata.

 

di Beatrice Bosotti

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