EVILENKO di David Grieco (2004)

, Grandi Esordi

evilenko_recensione2_opereprime.orgL’insegnante comunista Andrej Romanovic Evilenko viene licenziato dalla scuola in cui lavora dopo essere stato scoperto nel tentativo di violentare una sua allieva. Vista però la sua fedeltà al partito, viene ingaggiato dal KGB perché osservi gli spostamenti del popolo russo sulle varie linee ferroviarie in modo da tenere sotto controllo coloro che intendevano ribellarsi al sistema portando avanti una nuova idea di Russia. Questa sua nuova posizione fa sì che lui abbia maggior libertà e che possa finalmente rivelare la sua vera anima da serial killer: ecco che Evilenko inizia ad uccidere e a cannibalizzare bambini in varie città, sfruttando particolari capacità ipnotiche.  Il difficile caso viene affidato a Vadim Timurovic Lesiev, un giovane magistrato, che con la sua squadra, si mette subito al lavoro per cercare di fermare il mostro. Non sarà un compito facile perché nonostante il mostro lasci sempre sue tracce sulle vittime, nessuno sospetta in alcun modo dell’insegnante. Lesiev arriverà addirittura a chiedere aiuto allo psichiatra Aron Richter per comprendere meglio la mente criminale ma ci vorranno più di otto anni, in cui il numero delle vittime crescerà drasticamente, perché Evilenko venga finalmente fermato. David Grieco esordisce alla regia trasponendo sullo schermo il suo stesso romanzo che narra la vera storia di Andrej Romanovic Cikatilo, anche conosciuto come il mostro di Rostov, un serial killer che ha terrorizzò l’Unione Sovietica per più di vent’anni violentando e uccidendo oltre cinquanta bambini di ambo i sessi. Evilenko_recensione1_opereprime.orgIl film funziona e non si limita ad essere un semplice resoconto di una storia realmente accaduta. Al suo debutto Grieco può contare su un cast molto interessante. Su tutti spicca ovviamente la prova di  Malcom McDowell che con la sua mimica, il suo sguardo magnetico e questo modo di sorridere quasi deformato riesce a rendere ancora più inquietante il personaggio dell’insegnante Evilenko. Interessante però anche il lavoro di Marton Csokas, il magistrato che conduce le indagine con correttezza ed abilità, e che prima di tutti comprende quanto sia importante entrare nella mente del mostro per capire al meglio che cosa lo spinga ad agire e come possa essere definitivamente fermato. Unica pecca forse l’aver lasciato così tanto sullo sfondo della storia lo sgretolarsi della realtà comunista (siamo alla fine degli anni Ottanta). La crisi politica non viene mai approfondita ed è davvero un peccato visto che è un nodo così importante nella vita del protagonista: lui è e vuole morire comunista e non capisce perché gli altri non vogliano più esserlo.

di Beatrice Bosotti

Lascia un commento