APPARTAMENTO AD ATENE di Ruggero Dipaola (2012)

, Grandi Esordi

Appartamento ad Atene_opereprime.org1La tirannia degli uomini potenti, è, la giusta frase per riassumere il film Appartamento ad Atene, opera prima del regista Ruggero Dipaola. Questo dramma di guerra rappresenta un sonetto sulla malvagità delle persone. Il regista Dipaola narra filmicamente un nuovo punto di vista sul nazismo (il film è tratto dal romanzo omonimo di Glenway Wescott): la guerra dentro e fuori le mura domestiche. La guerra nella guerra. Un ufficiale nazista, dopo una perquisizione, decide di trasferirsi in casa della famiglia Helianos. Così, inaspettatamente, come uno dei peggiori uragani che si abbatte sulla popolazione, il capitano Kalter entra nella quotidianità della famiglia greca spazzando via quei piccoli, seppur necessari, attimi di gioia, già difficili da vivere. La mamma Zoe, il padre Nikolas, i bambini Leda ed Alex iniziano così a reagire alla presenza dell’ufficiale, ognuno a suo modo, innescando una lotta di supremazia su chi riesce ad avere l’attenzione dei Kalter. Una gara di scacchi dove il tempo è dettato dalle abitudini del tedesco.

Atto I: Kalter, tedesco duro e tagliente come il suono della sirena di guerra che zittisce ogni minimo accenno di vita, introduce regole, divieti e routine come fosse al comando del suo battaglione. Avranno inizio così, incontri veri e furtivi all’ombra del nemico.

Atto II: l’ufficiale, diventato Maggiore, ritorna dopo due settimane di assenza per un viaggio in patria, cambiato. Si mostra agli occhi di Nikolas e della sua famiglia che lo sfama e lo serve, più cordiale e rispettoso.

Il pubblico, di fronte al tedesco debole e nuovo(?), che si ritrova a vestire i panni del filosofo annientato dalla crudeltà della guerra che ferisce la sua stessa pelle, abbasserà inevitabilmente la guardia modificando il pregiudizio costruito durante il primo atto. Ma, come una Sìlfide – figura femminile mitologica germanica, ingannevole ma dolce e comprensiva al tempo stesso – il maggiore ingannerà tutti e lo spettatore, proprio come Nikolas, cadrà in errore, perché un tedesco rimane nell’anima un tedesco. Quante volte abbiamo abbassato la guardia di fronte ad un atto di apparente generosità? L’abito fa indiscutibilmente il monaco.

Non vi succederà niente, se lei si comporterà bene”, è laAppartamento ad Atene_opereprime.org2 frase che ogni “crucco” ripete costantemente in un leitmotiv narrativo costante e fastidioso, che ricorda una zanzara nelle calde notti estive.

Atto III: Non c’è nessun vincitore. Come in ogni guerra, alla fine, il vincitore rimane da solo. Stupenda ed evocativa è la scena finale di questa bellissima opera prima.

Ruggero Dipaola firma con una regia devota ai personaggi un film piacevole e riflessivo, dove la macchina da presa si muove in un campo grammaticalmente corretto, permettendosi rare inquadrature che spezzano la “scolasticità”.

 

di Simone Corallini

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