FANTASTICHERIE DI UN PASSEGGIATORE SOLITARIO di Paolo Gaudio (2015)

, Opere Prime

Fantasticherie_recensione2_opereprime.orgUn libro misterioso, trovato per caso, è il filo conduttore di tre vite, tre momenti storici e tre mondi diversi. Il regista e sceneggiatore, nonché ideatore del soggetto, Paolo Gaudio con destrezza e fantasia catapulta lo spettatore in un mondo fantastico, nel quale realtà e finzione si mescolano sino a confondersi e le tre storie narrate camminano simultaneamente l’una con l’altra. Jean Jacques Renou, (forse pseudonimo di Rousseau) è uno scrittore che nel 1876, immerso nel suo angusto seminterrato, scrive il libro “Fantasticherie di un passeggiatore solitario”, un romanzo fantastico nel quale sono presenti ricette e aneddoti. Questo misterioso manoscritto viene trovato, a distanza di quasi 150 anni, da un giovane studente di filosofia, Theo, che ne rimane stregato a tal punto da voler compiere, come il protagonista, l’ultima “fantasticheria” alla ricerca di un luogo meraviglioso e sconosciuto. Ma a queste due storie se ne aggiunge una terza, meta-letteraria, quella di un piccolo bambino, protagonista del manoscritto, che cammina smarrito nel bosco.Fantasticherie_recensione3_opereprime.org Un’opera prima nella quale il poliedrico Paolo Gaudio che, non solo cura la storia dalla genesi dedicandosi alla stesura del soggetto e della sceneggiatura, ma firma anche la regia, districandosi in scelte che ne evidenziano l’innovatività e la capacità di giocare con gli stilemi tipici del racconto filmico. Ma è grazie all’ animazione che Fantasticherie di un passeggiatore solitario ottiene il suo tratto distintivo. La tecnica “passo a uno”, più comunemente conosciuta come stop-motion, viene applicata al film con il metodo Claymaton, abbreviazione di Clay animation, una tecnica dedita esclusivamente all’ animazione di pupazzi realizzati con la plastilina. I tratti innovativi e l’ampio respiro internazionale, hanno permesso a quest’opera prima italiana di aggiudicarsi svariati premi tra i quali il Grand Prix a La Samain du cinéma fantastique e il Best World Film al Boston Science Fiction Film Festival 2015.

di Giulia Sterrantino

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