MUSTANG di Deniz Gamze Ergüven (2015)

mustang_recensione3_opereprime.orgNell’odierna Turchia, tra contraddizioni e spinta al cambiamento, si vive nella quotidianità la lotta tra tradizione e modernità, tra religione e laicità. L’affermazione stessa di una propria indipendenza aldilà delle differenze di genere è ancora una faticosa conquista. Quello che racconta il film Mustang è il ritratto reale di una nazione sconosciuta ai riflettori, legata alla cultura patriarcale  ma desiderosa di voltare pagina. In un villaggio del Nord cinque sorelle rimaste senza genitori, appena conclusa la scuola passano l’estate dalla nonna. Uscite dalla scuola si ritrovano a festeggiare l’inizio delle vacanze con dei ragazzi giocando nel mare. Considerato un oltraggio al buon costume, la nonna assieme allo zio Eron, un uomo burbero e dispotico, per riportarle sulla retta via costringe le ragazze ad una clausura estiva nella loro casa. Da questo episodio la presenza costante della nonna, fedele ai principi mussulmani, diverrà sempre più oppressiva, dapprima coprendo le loro forme dentro lunghe tuniche marroni, poi costringendole a restare in casa per apprendere i trucchi per diventare una casalinga modello. Le ragazze, affiatate nel loro rapporto, tra piccole fughe e segreti, riescono a mantenere una loro serenità. Specialmente Lale, la sorella più giovane, riesce a spronare le sorelle a infrangere le regole. La situazione peggiorerà quando la nonna comincerà a combinare dei matrimoni per ognuna delle ragazze. Da Selma a Nur, Lale assiste inerme alla separazione delle sorelle, costrette a lasciare la scuola per sposare uomini che non conoscono. In poco tempo la stessa fine tocca a Ece che non avendo la forza di opporsi a quella condizione si suicida. Scossa dal fatto Lale decide che l’unica soluzione è scappare assieme alla sorella Sonay prima che la stessa fine capiti anche a loro. Decidono di scappare facendosi aiutare da un amico conosciuto per caso nell’estate, Yasin. In una fuga rocambolesca il ragazzo le porta in salvo fino alla stazione del paese dove prenderanno il primo autobus per raggiungere Istanbul. Una volta là Lale ritrova la sua insegnante di scuola grazie alla quale lei e sua sorella cominceranno una vita nuova.mustang_recensione2_opereprime.org La delicatezza di questo film rende la portata tematica della storia incisiva e sottile, illuminante e spaventosa nella sua banalità. Il regista ci porta su una normalità tanto banale per i personaggi quanto assurda per gli occhi dello spettatore. Gli occhi della protagonista Lale, su cui gira attorno tutto il film, sono gli unici che evidenziano il disagio e l’oppressione delle sorelle. Lale diventa la nostra guida all’interno della casa e della vita segreta delle sorelle senza mai estremizzare, anzi lasciando che siano i silenzi a parlare. Il regista s’intrufola con discrezione nella vita reclusa delle cinque sorelle con una naturalezza tale da far dimenticare la sua presenza. Il montaggio accompagna perfettamente questa costruzione restituendo il senso di una quotidianità pesante da vivere. Un film che ha stravinto ai Premi César 2016 e che ha molto da raccontare.  Un’opera che restituisce allo spettatore la consapevolezza di quanta strada è stata fatta per ottenere la parità dei sessi e di come paesi a noi vicini continuano a lottare nel quotidiano. Un’opera prima importante che va vista sia per il suo valore tematico sia per il valore cinematografico.

di Laura Santelli

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