Rocco Papaleo – Biografia

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Antonio Rocco Papaleo, noto al pubblico solo come Rocco Papaleo, nasce a Lauria, in Basilicata, il 16 agosto del 1958. È sia attore, per commedie al teatro e al cinema, sia regista, sceneggiatore e musicista. A Roma, dopo una breve carriera universitaria in matematica, entra in contatto con personaggi del mondo dello spettacolo, come Rodolfo Lacanà, iniziando a farsi strada come cabarettista recitando il classico clichè del meridionale ingenuo e ruoli tra il comico e il tragicomico. È così che debutta in teatro con lo spettacolo di Salvatore di Mattia “Sussurri rapidi”, ma la sua svolta avviene in televisione con “Classe di ferro”(1989-1991) interpretando il ruolo ben noto di Rocco Melloni; tornerà in televisione nel 1992 con la serie televisiva di Bruno Corbucci “Quelli della speciale”. Ricoprendo una piccolissima parte, nel 1989 lo vediamo sul grande schermo con la pellicola “Il male oscuro” di Mario Monicelli. Papaleo inizia, quindi, a recitare per il cinema e la vera visibilità arriva con il film di Leonardo Pieraccioni “I laureati”(1995) che vede esordire anche quest’ultimo come regista. Con questo film Papaleo colpisce Giovanni Veronesi, co-autore della sceneggiatura de “I laureati”, che lo vuole prima per “Il barbiere di Rio”(1996), con Diego Abatantuono, e poi per “Viola bacia tutti”(1998), con Asia Argento. Papaleo interpreta il ruolo del protagonista nel cortometraggio di Antonello De Leo “Senza parole”(1997), candidato al Premio Oscar e vincitore del Premio di Donatello nella categoria miglior cortometraggio. Nel 2000 torna in televisione per le fiction  “Giornalisti”(2000), “Cuore contro cuore”(2004) e “Tigri di carta”(2008) e per i film tv come “Padre Pio – Tra cielo e terra”(2000) e “Cuore di donna”(2002). Nel 2003, rendendo omaggio al personaggio di Nicola in “C’eravamo tanto amati” di Ettore Scola, riceve la sua prima candidatura al Nastro d’Argento con il film firmato Carlo Vanzina “Il pranzo della domenica”. Sempre nel nuovo millennio Pieraccioni lo ricontatta per “Il paradiso all’improvviso”(2003), “Ti amo in tutte le lingue del mondo”(2005), “Una moglie bellissima”(2007), “Io & Marylin”(2009) e “Finalmente la felicità”(2011). È grazie a con “Cado dalle nubi”(2009) e “Che bella giornata”(2011), entrambi con Checco Zalone per la regia di Gennaro Nunziante, che Papaleo vede affermare il suo successo. Aumenta la sua popolarità e aumenta la sua partecipazione nei film come in “Nessuno mi può giudicare”(2011), “Viva l’Italia”(2012) e “Confusi e felici”(2014) tutti di Massimiliano Bruno, in “Un boss in salotto” e in “La scuola più bella del mondo” entrambi usciti in sala nel 2014 e diretti da Luca Miniero e per finire  “Il nome del figlio”(2015) di Francesca Archibugi. Papaleo ha anche la passione per la musica: nel 1997 pubblica il suo primo album discografico “Che non si sappia in giro”, edito da BMG Ricordi; nel 2011 partecipa come concorrente al Festival di Sanremo con “La mia parte imperfetta”; e nel 2012 conduce assieme a Gianni Morandi la 62ª edizione del Festival di Sanremo. Papaleo si sperimenta anche come regista; con “Basilicata coast to coast”(2010), che vince nel 2011 il David di Donatello come miglior regista esordiente, mostra sul grande schermo la sua terra natia, con ”Una piccola impresa meridionale”(2013) ispirato al romanzo omonimo da lui scritto e, per finire, con “Onda su onda”(2016) uscito nelle sale lo scorso febbraio.

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