LORO CHI? di Francesco Miccicchè & Fabio Bonifacci (2015)

, Opere Prime

lorochi_opereprime.orgDaniel è un trentasettenne con velleità letterarie e un lavoro poco appagante. Un giorno, viene truffato da Marcello e la sua vita cambia completamente: decide, infatti, di entrare in affari con il ladro e di imparare il mestiere… Buone potenzialità e un cast rispettabile, la coppia MiccichèBonifacci esordisce con una commedia che non sfrutta al massimo le sue capacità e che lascia nelle mani dello spettatore un senso di spaesamento emotivo molto simile, a dire il vero, all’indifferenza: una commedia come tante altre. La trama è a scatola cinese: Daniel (Edoardo Leo) racconta con un lungo flashback la sua storia. Con un incipit forte e deciso e un finale a sorpresa, è proprio tutto ciò che sta in mezzo a deludere le aspettative iniziali e a far godere poco per la conclusione, poichè la sensazione comunicata è che manchilorochi_opereprime.org_3 un equilibrio: si va da momenti esilaranti, gonfi (vedi la truffa di Trani, la prima cui Daniel partecipa e dopo la quale decide di voler fare il truffatore), ad altri piuttosto deboli, senza una spinta propulsiva e, anzi, fin troppo palesemente stereotipati (i giochi sulla spiaggia che dovrebbero sancire il rapporto di amicizia con Marcello), da sequenze veloci e stimolanti ad altre inverosimilmente lente e scontate; questo continuo alternare pieni e vuoti in una sorta di meccanismo a fisarmonica inficia sullo svolgersi armonico dei fatti che, invece, si susseguono passando attraverso salti logici talvolta faticosi. L’energia del colpo di scena finale si spegne, così, in tempo zero, senza riuscire a compensare le varie lacune che il film si è portato dietro. Neanche le ottime recitazioni di Edoardo Leo, perfetto nei panni del sottovalutato scrittore che trova un riscatto nella vita così romanzata di un truffatore – per di più gli viene insegnato che le truffe sono un’opera d’arte a tutti gli effetti, poiché regalano emozioni –, e di un esplosivo Marco Giallini (nella parte di Marcello) sono abbastanza per regalare un senso di organicità o, per lo meno, per dimenticarne l’assenza. Nel complesso, comunque, il film si lascia guardare regalando sorrisi grazie ad una comicità che non scade quasi mai nel banale.

di Cristina Morra

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