WAX: WE ARE THE X di Lorenzo Corvino (2015)

, Opere Prime

Le riprese di uno spot pubblicitario sono l’occasione per tre giovani ragazzi, due italiani e una francese, di passare una settimana a Monte Carlo, assaporando tutta la magnificenza della Costa Azzurra e stringendo tra loro un forte legame. Ogni istante di questo intenso viaggio viene documentato da Dario, regista dello spot, con il suo smartphone e le altre camere che ha portato col proposito di realizzare un dettagliato video blog. Noi spettatori ci ritroviamo, in questo modo, a vivere l’avventurosa esperienza insieme a loro. Dario, Livio e Joelle (Jacopo Maria Bicocchi, Davide Paganini e Gwendolyn Gourvenec) attraversano quella fase della vita in cui si è già grandi, ma non ci si sente ancora adulti. È come se la fiamma dell’adolescenza stesse in qualche WAX - We Are the Xmodo ancora bruciando dentro di loro, ma siano diventati improvvisamente consapevoli del fatto che della candela prima o poi non rimarrà che un mòccolo di cera indurita. La loro più grande paura è quella di indurirsi insieme ad essa, perdendo quell’incanto e quella leggerezza capaci di tenere accese le loro anime. È impossibile però che questo accada, fin quando sono insieme. Infatti, ben presto si rendono conto che, nonostante le ferite che ciascuno porta con sé, il loro trio rappresenta un microcosmo in perfetto armonico equilibrio, estraneo alle storture del resto del mondo. Tutti e tre, seppur diversi l’uno dall’altro, condividono, come molti giovani della loro generazione, l’esigenza e il bisogno di trovare il proprio posto nel mondo, dimostrando il loro valore e le loro capacità, e si trovano però al tempo stesso a scontrarsi con le asperità della realtà sociale. Come possono dimostrare quanto valgono se non gli vengono concesse opportunità? Il nucleo tematico centrale attorno a cui ruota la storia è l’affermazione personale attraverso il WAX gallinalavoro, la conquista della dignità e l’autorealizzazione di una generazione in attesa di riscatto. La generazione cosiddetta dei “Sacrificabili”, acrobati sospesi su una fune tesa nel vuoto, navigatori senza una bussola intenti a solcare l’imperscrutabile e periglioso mare del futuro, sognatori precari che, nonostante tutto, non perdono la voglia di ridere, di innamorarsi, di affrontare la vita con levità senza lasciarsi corrompere e sopraffare dal grigiore della realtà. La loro voglia di riscatto è forte ed evidente, così come traspare anche dal nome della casa di produzione del film: “Vengeance”, termine che in inglese, al contrario di revenge, non implica solamente vendetta, ma anche un’idea di rivalsa. L’esordio di Lorenzo Corvino presenta un’interessante mescolanza di generi, spaziando dal dramma alla commedia, dal sentimentale all’avventuroso, in un appassionante on the road che ci conduce, alla fine del viaggio, a scegliere, insieme ai protagonisti, di non lasciarci trasportare dalla corrente degli eventi, ma di cavalcarne l’onda, indirizzandola verso ciò che più assomiglia al nostro personale ideale di felicità.

di Camilla Di Spirito

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