UN POSTO SICURO di Francesco Ghiaccio (2015)

, Opere Prime

unpostosicuro_opereprime.org2Cosa accadrebbe se casa nostra diventasse un luogo pericoloso? Cosa si sceglie quando si è divisi tra il diritto di lavorare e il diritto alla salute? L’Eternit è una macchia del passato del nostro paese poco conosciuta dalle ultime generazioni ma i cui effetti si vedono tutt’ora. Le vittime di questo disastro continuano a crescere a distanza di anni dalla chiusura della fabbrica. Nel piccolo paese di Casale Monferrato è cominciato tutto: sia il dramma di famiglie che si ammalarono di mesotelioma, un tumore incurabile causato dall’esposizione all’amianto, sia la volontà di riconquistarsi una vita serena e di ottenere la giustizia meritata. Il film mostra molti aspetti solo accennati dalla cronaca nazionale. Ricorda la lotta dell’associazione per le vittime dell’amianto, incessante anche dopo la sentenza di Cassazione che annullò la condanna contro gli imputati. Evidenzia l’indole degli stessi cittadini che giorno dopo giorno contribuiscono alla rinascita del paese. Sottolinea il calvario fisico ed emotivo di chi affronta la morte per aver respirato per anni una polvere invisibile. Attraverso la narrazione si uniscono due generazioni: quella passata che ha vissuto in prima persona il dramma, e quella odierna che si porta un’eredità pesante da conoscere e da risolvere. Giovani e adulti uniti nel portare avanti una lotta dall’esito ancora incerto. La trama gira intorno al rapporto tra un padre e un figlio. Luca è un ex attore, che sopravvive facendo il pagliaccio per feste. Durante il suo ultimo lavoro conosce Raffaella, una ragazza con il quale crea subito un feeling riuscendo a confidarsi. La felicità per questo incontro si blocca quando Luca viene contattato dall’ospedale. Suo padre Eduardo è ricoverato e la diagnosi indica la presenza di un mesotelioma. Dopo anni di silenzio mai interrotto con il genitore, Luca deve farsi carico del padre rispolverando i dissapori passati che li hanno portati ad allontanarsi. Nei loro continui scontri Eduardo conosce che suo figlio vive una vita solitaria, insoddisfatto personalmente e professionalmente. Spinto dalla preoccupazione, decide di aprire uno spiraglio di dialogo con il figlio, raccontandogli la sua esperienza all’Eternit e come i suoi colleghi piano piano si sono ammalati del suo stesso male. Per la prima volta Luca viene a conoscenza di questo disastro che a distanza un posto sicuro_foto2di anni continua a fare vittime. Perciò decide di affrontare il calvario del padre e di raccontare attraverso la sua arte la lotta silenziosa di altri cittadini di Casale Monferrato. Tra alti e bassi, sostenuto dal padre e da Raffaella, cerca faticosamente di costruire una direzione nella propria vita, aiutando il padre e la cittadina a non arrendersi, nemmeno di fronte ai tentativi da parte dell’azienda incriminata di farla franca. Nel dolore della tragedia collettiva Luca ritroverà la speranza e l’energia per sè e per gli altri di continuare a vivere una vita normale sognando di rendere Casale Monferrato un posto sicuro per tutti. La prima cosa che salta subito all’occhio è la performance degli interpreti, composta da Marco D’amore e Giorgio Colangeli, tanto credibili quanto coinvolgenti. La bravura attoriale è tale da reggere tutto il peso tematico del film senza creare sentimentalismi e senza scadere nel patetico, riuscendo a raccontare con il corpo laddove viene meno la parola. Il racconto è lineare, pulito e trasporta lo spettatore da quella che al primo impatto sembra una fatalità al centro del problema. Al contempo questa discesa corrisponde anche ad una risalita per i personaggi che tornano a reagire. La regia di Francesco Ghiaccio accompagna questo percorso con delicatezza e semplicità. La fotografia dai toni freddi sia per il giorno che per la notte sottolinea la presenza invisibile dell’amianto che, come dice lo stesso regista, è presente ma non si può vedere. Unico punto di perplessità è la figura femminile di Raffaella, elemento utile ma non fondamentale nella storia. Nel complesso il film vale e diverrà una pietra miliare di quel cinema capace di andare oltre la cronaca che si dimentica delle persone coinvolte nei fatti.

di Laura Santelli

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