ESPERO di Alessandro Quadretti (2015)

, Opere Prime

espero_opereprime.org_1Finito alla deriva lungo un mare senza nome e su una barca a vela che a malapena sa guidare, Pietro trascorre le sue giornate pescando, annaffiando un piccolo albero di mandarino e interagendo col gatto Achab. A rompere la sua ordinaria stasi sarà l’ingresso di Giacomo, losco e grottesco figuro dalla morale poco rassicurante (nonostante il nome “biblico”). Tra i due ci sarà tensione: sospetti e silenzi cresceranno di volta in volta, alimentando un conflitto quasi ineluttabile. Quando un naufrago dalla folta chioma riccia, Enea, si frapporrà tra loro, il clima non migliorerà affatto: se prima quest’ultimo sarà ben accolto da Pietro, ben presto verrà anche lui osservato con malafede. L’equilibrio tra i tre sarà alquanto labile e la violenza non tarderà a manifestarsi, soprattutto a seguito della sparizione di Achab. Dilaniato dal senso di colpa, Pietro fuggirà a nuoto in mare aperto per espero_opereprime.org_3raggiungere la terra ferma, dove ad aspettarlo troverà un’appariscente donna dalla parlata straniera (presumibilmente dell’Est). Lungi da qualsiasi aspettativa, dovrà fare i conti col ritorno di Giacomo. Posto che, come è stato legittimamente sottolineato dal regista, è un film «nato dalla consapevolezza di poter girare solo in determinate condizioni produttive» (e ci mancherebbe altro), risulta difficile ignorare alcune lacune di fondo. Realizzare un film concettuale, soprattutto quando bisogna far fronte alle mancanze tecniche (anche se poco vistose, vedi la discreta fotografia), implica delle responsabilità; una fra tutte è quella di saper raccontare. Per quanto apprezzabile il solenne riferimento all’esperimento di Schrödinger, su cui ruota, o così dovrebbe, l’intero perno tematico del film, non basta a spiegare la sconclusionatezza di alcune situazioni. Ciononostante la cura per l’immagine, anche se poco omogenea, e la persuasiva scelta delle location (dalla costa romagnola al Salento) lascia destare un certo interesse sul Quadretti – documentarista, visti i suoi precedenti lavori. Scelta da non svalutare è sicuramente quella di Mario Tuti, ex terrorista nero, per il ruolo di Giacomo: così pertinente da giustificarne la recitazione catatonica.

di Francesco Milo Cordeschi

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