SP1RAL di Orazio Guarino (2015)

, Opere Prime

Spirale come il vortice di dolore che può divorare la vita di una persona.

Spirale come il tentativo continuo di liberarsi da un passato pesante.

Spirale come la catena di eventi e ricordi che tormenta il protagonista dall’inizio fino alla fine della storia.

Sp1ral_opereprime.org1La vita di Matteo Moella, un filmmaker di successo trasferitosi a New York, si divide tra alcool e sedute psichiatriche, in una continua lotta con i suoi ricordi. Questo stato d’animo lo trasmette nei suoi controversi film, oltre che nella perenne sofferenza che cerca di curare con ogni medicina possibile. La sua routine viene interrotta dalla telefonata di suo cugino che lo informa del padre. È necessario che torni nel paese natio. Matteo decide di partire, approfittandone per scrivere la sua ultima opera. Ma nei piccoli luoghi le cose rimangono le stesse e così i ricordi non se ne vanno. Durante la sua permanenza conosce una ragazza, Alice, attraverso la quale sembra instaurare un contatto con quel mondo fatto di sofferenza. Ma il suo tormento si fa sempre più forte e Matteo tenterà con ogni mezzo di annientare quel dolore. In un montaggio alternato tra vita americana e vita nel paese d’origine, tra passato e presente, tra pensiero ed azione,Sp1ral_opereprime.org2 il film intrappola lo spettatore nella stessa ragnatela costruita dal protagonista, spingendolo a percepire lo stesso malessere di Matteo. I suoni, la fotografia e la regia non fanno che accentuare questo stato d’animo, rendendo visibile ciò che non viene spiegato con le parole. Marco Cocci, nel ruolo di Matteo, si riconferma tagliato per i ruoli dotati di un forte spessore drammatico; tuttavia, la  scelta di narrare questo personaggio passivo e tormentato suggerirebbe, nella narrazione, la presenza di ostacoli e svolte più incisive, tali da poterlo mettere alla prova. Invece nel film non sono presenti, perché Matteo si autodistrugge, creando da solo le sue difficoltà. Questa ovviamente può essere una scelta di stile registico, dettata dalla coerenza e dalla centralità del personaggio, il che non preclude il risultato finale ma rappresenta una delle possibili vie percorribili della storia. Resta comunque un’opera prima degna di nota per la qualità e la precisione tecnica; un’ottima prova per l’esordiente Orazio Guarino.

di Laura Santelli

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