DIECI INVERNI di Valerio Mieli (2009)

, Grandi Esordi

Dieci inverni_opereprime.org1Esordio pluri-premiato per Valerio Mieli, con il suo “Dieci Inverni”, tratto dall’omonimo racconto finalista al Premio Solinas. “Dieci Inverni” ci parla del travagliato amore di Camilla (Isabella Ragonese) e Silvestro (Michele Riondino), sullo sfondo di una quotidiana Venezia e della sua stagione più fredda, che silenziosamente ci accompagna nella narrazione. Un rapporto iniziato per caso, con uno scherzo di Silvestro alla sconosciuta Camilla, su un battello che li avrebbe portati in una nuova città per entrambi, con l’inizio di una “nuova” vita da universitari. Una narrazione per “quadri” temporali, i “Dieci Inverni” del titolo, che ci racconta e ci immerge negli eventi dei due protagonisti, tra frasi non dette, sentimenti non esternati, difficoltà ed eventi quotidiani, in un percorso di maturazione personale e del sentimento che li lega, un sentimento però che i due stentano a rivelarsi, lasciando inevitabilmente le redini del comando al tempo e agli eventi incidenti. Proprio questi piccoli eventi, le piccole routine quotidiane, sono il motore silente della narrazione, Dieci inverni_opereprime.org2che scandiscono il ritmo narrativo e temporale della storia, con una forte scelta del patto narrativo che ci fa ritrovare, inverno dopo inverno, in eventi ormai compiuti o in svolgimento, rendendoci così spettatori-attori, partecipi alle reazioni dei due, che si ritrovano come noi, di volta in volta in situazioni inaspettate. Un plauso va alla colonna sonora, sia nei brani originali di Francesco De Luca ed Alessandro Forti, sia in quelli scelti dal regista, tra i quali alcuni di Vinicio Capossela, presente con un cameo nel film, che riescono ad accompagnare la narrazione ed a creare la giusta atmosfera.  La fotografia riesce a passare dai toni caldi e intimi in alcuni interni, a toni freddi e “distaccati”, sottolineando gli stati d’animo e le fasi alterne del rapporto tra Camilla e Silvestro. Un’opera prima dal sapore maturo, con un ottimo ritmo narrativo, grazie anche a un eccellente montaggio sempre scorrevole e adeguato agli eventi e ai sentimenti, che coinvolge e mantiene un impeccabile equilibrio su entrambi i punti di vista dei protagonisti, riuscendo così a farci cogliere tutte le sfumature ed il percorso interiore di Camilla e Silvestro.

 

di Mirko Di Lillo

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