JANARA di Roberto Bontà Polito (2015)

, Opere Prime

Janara_2_opereprime.orgUn’antica leggenda si avvera all’interno di un piccolo paese nella provincia di Benevento, San Lupo, nella quale da anni si susseguono misteriose sparizioni di bambini. Secondo gli abitanti del paese i fatti sono da attribuire alla Janara, una strega che venne condannata al rogo nel Settecento maledicendo la popolazione paesana. Quando i due protagonisti, Marta ed Alessandro, ritornano nel paese dopo anni di assenza, si ritrovano in una realtà chiusa e sconsolata. Ogni abitante ha il terrore della strega e tutti cercano di adottare piccoli rimedi, come porre una ciotola di sale di fronte a ogni ingresso per distrarre la strega quando cerca di entrare in casa. Giunti con lo scopo di concludere la questione dell’eredità del nonno di Marta, defunto in circostanze misteriose, la giovane coppia riscopre i ricordi d’infanzia, i dissapori tra i componenti della famiglia ed una leggenda che Marta aveva dimenticato completamente. Dal loro arrivo le sparizioni e gli omicidi si fanno più frequenti, generando il panico e la psicosi nel paese e coinvolgendo sempre di più la coppia. Alessandro e Marta tentano di andarsene ma le condizioni di salute di lei, incinta di poche settimane, gli impediscono di partire. Scavando sempre di più nel suo passato la protagonista scoprirà un legame tra lei e la temuta strega Janara, che dovrà affrontare a costo della vita per salvare sé stessa e il bambino che porta in grembo. Il primo film del regista Roberto Bontà Polito ricalca con fedeltà rigorosa la leggenda beneventana, riproponendo sia le ambientazioni originali della leggenda sia tutte le abitudini legate al mito della strega. I luoghi rurali e le vie anguste del paese costruiscono l’aura di mistero con la quale gioca tutto il film. Non esistono scene forti e di violenza, ma solo il gusto del macabro e del lento svelamento di un mistero. A livello tecnico il film gioca sapientemente con le atmosfere di luce e con le svariate ambientazioni presenti nel piccolo paese, mentre l’occhio del regista scruta con sguardo da detective ogni minimo dettaglio, partecipando all’indagine assieme allo spettatore. La musica padroneggia la scena rendendo inquietante anche l’immagine visivamente più semplice. Il tema della strega che si vendica sul paese che l’ha condannata è un argomento ricorrente in molti film di questo genere, per questo e altri motivi, questo esordio cinematografico non aggiunge nulla di innovativo alla storia dell’horror italiano, portando tuttavia avanti una tradizione spesso dimenticata nel nostro cinema odierno. Sono da apprezzare le nuove proposte ed i tentativi di riportare alla ribalta un genere che ha alle spalle una grande tradizione, grazie ai registi come Dario Argento e Mario Bava. Degna di nota è anche la riscoperta di leggende ed antichi saperi nascosti nelle provincie del nostro paese, segreti che, per quanto terribili, meritano sempre di essere scoperti.

 

di Laura Santelli

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