PECORE IN ERBA di Alberto Caviglia (2015)

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pecore in erba_opereprime.orgCi troviamo nel cuore di Roma. Il giovane 26enne Leonardo Zuliani, abitante in Trastevere e giovane attivista per i “diritti civili”, è scomparso. Una notizia clamorosa che diventa di importanza nazionale. Tutte le televisioni parlano di lui, le autorità esprimono la loro solidarietà alla famiglia del ragazzo, l’intero quartiere è sconvolto, tutti scendono in piazza manifestando il loro dolore e chiedendo il ritorno a casa di Leonardo. Chi è realmente? Fumettista di successo, attivista per i diritti civili, stilista, un genio della comunicazione. Ma ciò che lo rende un eroe per l’intero paese è il suo essere antisemita. Il film ripercorre la vita di Leonardo nello stile del falso documentario, il mockumentary, una visione pecore in erba_opereprime.org-2completamente surreale che ribalta il tema dell’antisemitismo in maniera estrema, una satira che ci porta a ragionare sulla follia di molti atteggiamenti comuni, sull’ipocrisia che genera pregiudizio e su come i mezzi di comunicazione, molto spesso, ci presentano una realtà distorta, rendendo eroi quelle personalità che in un contesto reale giudicheremmo il lato negativo della medaglia, da correggere e riabilitare. E’ lo stesso regista Alberto Caviglia, assistente di registi del calibro di Ozpetek, che si cimenta per la prima volta con un lungometraggio, a definire il suo film un modo e un mondo diverso, nel quale affrontare questo argomento così sensibile, estremizzando gli eventi. La stessa comunità ebraica ha accolto positivamente questo film, che in qualche modo, tra una risata è un’altra, porta ad un’attenta riflessione sulla vita sociale di oggi, sulle differenze di razza, di religione, di sesso, perché in fondo siamo tutti uguali, semplicemente esseri umani. Molte le personalità che hanno partecipato alla realizzazione di questo film, gratuitamente e contribuendo a renderlo più reale, come Corrado Augias, Carlo Freccero, Giancarlo Magalli e ancora attori come Margherita Buy, Carolina Crescentini e Vinicio Marchioni. A quanto pare si può far commedia su questo argomento senza cadere nel razzismo, ma lasciando il tempo per riflettere.

 

di Rosa Antonella Cannata

 

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