LA PRIMA VOLTA DI MIA FIGLIA di R. Rossi (2015)

, Opere Prime

la prima volta di mia figlia2_opereprime.orgEsordio alla regia per l’attore Riccardo Rossi con “La prima volta (di mia figlia), commedia leggera corale. Ad affiancarlo Anna Foglietta, Fabrizia Sacchi, Stefano Fresi e Benedetta Gargari. Alberto (Riccardo Rossi), ossessionato dall’ordine e dal controllo, è un medico della mutua che presta servizio mensile presso un centro anziani, dove divide lo studio con la psicologa Irene (Anna Foglietta), della quale non apprezza l’approccio confidenziale con i pazienti e il suo carattere, totalmente fuori dagli schemi di ordine di Alberto. Separato da dieci anni, ha un forte legame con la figlia quindicenne Bianca (Benedetta Gargari), nel pieno della sua fase adolescenziale, cosa che lo impensierisce non poco. Spinto da questa sua preoccupazione decide di leggere il diario della figlia, dove trova chiari riferimenti alla volontà di Bianca di voler perdere la verginità, confermati ulteriormente da un videomessaggio lasciatole sul pc da una sua amica.  Questa scoperta mina fortemente le sicurezze di Alberto, per nulla pronto ad accettare la crescita della figlia, ancora vista come una bambina.  Decide quindi di correre ai ripari, e per cercare di dissuadere la figlia organizza una cena con la sua amica Marina (Fabrizia Sacchi) la prima volta di mia figlia3_opereprime.orge suo marito Giovanni (Stefano Fresi), da Alberto ritenuto poco adatto per il suo carattere, scanzonato e dissacratore. Alla cena si aggiunge poi anche Irene, in quanto lì per un errore organizzativo. Iniziano così a parlare e raccontare delle loro prime volte, con Bianca sempre più interessata all’argomento, in quella che da cena “studiata” inizia a divenire quasi una terapia di gruppo, portando alla luce sempre più aspetti caratteriali dei protagonisti.  Commedia pulita e leggera, in cui i ricordi ed i racconti la fanno da padrona, mostrandoci, a poco a poco, sempre più aspetti caratteriali dei personaggi, raccontati dal regista tramite i flashback. L’abuso di questo espediente però non fa decollare il film, che mantiene un tono quasi piatto se non per alcuni momenti. Alcune scelte narrative un po’ aspettate ed alcune di regia forse troppo calcate, non aiutano il climax necessario che il punto di arrivo avrebbe meritato. Riccardo Rossi si cuce su misura un personaggio perfetto per lui, forse fin troppo. Su tutti, Stefano Fresi emerge per la sua performance, perfetto e naturale nel ruolo del giullare capace di accomodare tutto con un guizzo e un lazzo. Se da un lato alcune soluzioni in fase di montaggio possono far storcere il naso, la fotografia di Maurizio Calvesi e soprattutto le musiche originali di Gabriele Roberto sono forse l’elemento in più di quest’opera prima. Una commedia leggera, che strizza un po’ l’occhio al target televisivo, e adatta a tutta la famiglia, per rubare qualche spunto di discussione e rimettere in gioco i propri ruoli e i propri comportamenti.

 

di Mirko Di Lillo

 

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