NOMI E COGNOMI di Sebastiano Rizzo (2015)

, Opere Prime

nomi e cognomi_opereprime.orgLa caparbietà dello stimato giornalista Domenico Riva, impegnato a scandagliare i loschi traffici celati dietro una discarica abusiva, avrà il suo prezzo, specie quando si è veramente dediti al mestiere. Torchiato da un editore corrotto fino al midollo, verrà privato di sponsor e finanziamenti e, nonostante il tentativo di rendersi indipendente, non avrà vita facile: i bossoli nelle lettere continueranno ad aumentare e la moglie, a poco a poco, lo isolerà per salvaguardare i figli. Buoninomi e cognomi_opereprime2.org intenti e motivazioni di tutto rispetto non bastano a compensare la debolezza dei dialoghi e il poco acume registico. Sebbene all’esordiente Sebastiano Rizzo, autore televisivo e teatrale, vada dato atto della determinazione impiegata, pari quasi a quella del protagonista, viste le difficoltà produttive riscontrate durante la lavorazione (a fronte delle sei settimane di riprese preventivate, il budget non era altissimo e, oltretutto, ha cominciato a ridursi sempre più), la leggerezza della sceneggiatura non può di certo passare inosservata: ridondante e poco consapevole, cede il più delle volte alla retorica e alle generalizzazioni da salotto. Abusare dei riferimenti a Pippo Fava, Borsellino, Falcone e Martin Luther King non è certo la soluzione più saggia, anzi. C’è quindi da sperare che la fiacca prestazione di Lo Verso sia dettata da una direzione poco solida e personale; il tutto chiaramente a dispetto delle buone prove di Ninni Bruschetta e Dino Abbrescia, bravi ma comunque in balia di pochi riferimenti. Un film che è vittima dei suoi stessi propositi.

 

di Francesco Milo Cordeschi

 

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