A NAPOLI NON PIOVE MAI di Sergio Assisi (2015)

, Opere Prime

141215.jpg.origBarnaba è un quarantenne, bamboccione, senza lavoro che vive ancora a casa dei genitori. Dopo l’ennesimo litigio col padre e la rottura con la fidanzata, che lo accusa della sindrome di Peter Pan, decide di andare via di casa trovando ospitalità dal suo vecchio compagno di scuola Jacopo, vittima anche lui di una sindrome, quella dell’abbandono, e che tenta ripetutamente il suicidio. A stravolgere le vite dei due amici, arriverà Sonia, una giovane che ha appena discusso la tesi di dottorato e che pur di sfuggire al padre accetta un lavoro di restauro in una piccola chiesa di Napoli. Il problema è che anche lei, soffre di una sindrome, quella di Stendhal, che la fa svenire di fronte alle opere d’arte. L’incontro tra Barnaba, Sonia e Jacopo, porterà i tre a superare le rispettive sindromi e affrontare la vita con positività. “Hai visto che a Napoli qualcuno che ti copre con l’ombrello lo trovi a napoli non piove mai2sempre?” – Questa battuta del film spiega perfettamente ciò che già dal titolo intuiamo, rappresentazione di una Napoli sognante, scansonata, poetica, al limite fra archetipo e stereotipo, popolata da un’umanità colorita e accogliente, dove l’ombrello è il cuore. Esordio alla regia dell’attore Sergio Assisi, A Napoli non piove mai è una commedia solare, divertente, filosofeggiante, ricca di quell’ umorismo partenopeo presente nelle vecchie commedie, ricordando in alcuni aspetti le commedie di Troisi. Un atto di coraggio del regista, anche interprete e produttore, A Napoli non piove mai ha una bella energia narrativa, un’ esuberanza visiva data dalla cura della fotografia ad opera di Claudio Marceddu, sino al commento sonoro con le musiche originali a suon di jazz del maestro Louis Siciliano Aluei. Assisi e i suoi personaggi si fanno voler bene, perchè agiscono col cuore e adottano una recitazione molto teatrale, elemento vincente in una commedia “napoletana”, senza sembrare un prodotto strettamente locale, ma esportabile per far conoscere una Napoli nascosta, priva di criminalità, una Napoli di sole, siparietti e sculacciate a suon di battute, una Napoli tutta da scoprire e da vivere.

 

di Rosa Antonella Cannata

 

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