SAIMIR di Francesco Munzi (2004)

, Grandi Esordi

Saimir1 opere prime roadIl difficile equilibrio tra due mondi: quello dell’adolescenza e quello dell’integrazione. La consapevolezza di essere presente in un posto, senza farne parte. La paura e la volontà di cambiare un destino che sembra già segnato. Le linee guida di questo film sono racchiuse nell’esistenza del protagonista, Saimir, un sedicenne albanese bramoso di avere una vita diversa e al tempo stesso timoroso di scontrarsi con il padre, Edmond, che lo coinvolge nel suo lavoro di trafficante di clandestini.
Tra l’emarginazione sociale e i disperati che cercano una via di fuga in Italia, il protagonista tenta di costruirsi un’alternativa attraverso il dialogo difficile con il genitore, attraverso la cotta per una ragazza della sua età, Michela, e cercando una precaria autonomia economica partecipando a furti a fianco dei rom. Ma tutti questi tentativi falliranno spingendo il protagonista a credere che non esista via d’uscita. Solo la scoperta dell’ennesimo crimine nel quale il padre lo trascina, scatenerà in lui la forza di reagire e di costruire da solo il proprio destino.

Saimir2 opere prime roadCon una fotografia essenziale, priva di saturazione, e con un occhio registico imparziale e oggettivo la storia di Saimir squarcia il velo della nostra quotidianità nazionale, mostrandoci una realtà così vicina e scomoda da essere diventata invisibile nel nostro quotidiano. Una storia diretta e potente che ha impiegato tre anni per trovare finanziatori audaci e la loro scommessa non ha tradito le aspettative. Vincitore di numerosi premi nazionali ed internazionali dal 2004 al 2010, Saimir sa essere incisivo e attuale. Senza creare melodrammi né esasperazione la regia cammina tra le figure emarginate dei film, con una luce che ne esalta i dolori, le gioie e le speranze. Questo mondo scomodo viene illuminato per mostrare allo spettatore ciò che spesso si tende a nascondere.

A metà tra un nuovo neorealismo e un richiamo ai 400 colpi di Truffault, la prima opera di Francesco Munzi è un degno inizio per una grande carriera.

 

di Laura Santelli

 

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