L’UOMO IN PIU’ di Paolo Sorrentino (2001)

, Grandi Esordi

“A vita è ‘na strunzata, Aniè” – L’uomo in più è un lungometraggio del 2001 scritto e diretto da Paolo Sorrentino. Il film è ambientato a Napoli negli anni ’80, racconta le vite parallele di un cantante ed un calciatore all’apice delle loro rispettive carriere che per scherzo del destino o per pura casualità hanno in comune lo stesso nome: Antonio Pisapia. luomoinpiu_foto1 opere prime.orgIl destino farà crollare le poche certezze di Antonio e di Tony, il quale affronterà le difficoltà con cinismo e disillusione. Il fato farà si che le vite dei due Pisapia s’incroceranno per un attimo, avvicinando così il bianco ed il nero, creando una sottile sfumatura che li lega ben oltre la semplice omonimia. Brillante l’esordio dietro la macchina da presa del futuro premio Oscar Paolo Sorrentino, bravo nel rappresentare le varie sfaccettature dell’animo umano sfruttando al massimo il mezzo a disposizione. La trama risulta semplice ma ben sviluppata, ambientata in una Napoli lontana dai soliti cliché, incupita da un grigiore emozionale che va in contrapposizione ai colori che normalmente la rappresentano; il susseguirsi delle scene viene messo in evidenza attraverso la colonna sonora, fatta di canzoni che esaltano il momento, non trascurando il particolare che i brani di Tony Pisapia sono interpretati dallo stesso Toni Servillo e scritte dal fratello Peppe insieme a Paolo Sorrentino e Pasquale Catalano. Il titolo prende il nome da un vero schema (il 3-3-4), tattica realmente applicata da Ezio Glerean allenatore del Cittadella negli anni 90. Il regista nonché autore della sceneggiatura celebra i difetti dei propri personaggi, ne caratterizza le ossessioni, le manie e la solitudine. La sceneggiatura risulta equilibrata e senza eccessi. Renzi e Servillo riescono in pieno nelle loro interpretazioni, ottima la loro prova, trasmettono il giusto pathos, non risultano mai banali, sicuramente ben guidati da Sorrentino. Con L’uomo in più Sorrentino vince il Nastro d’argento come miglior regista esordiente ed il Ciak d’oro come migliore sceneggiatura ed ha ben tre nomination ai David di Donatello. La pellicola non è un film sul calcio o sul mondo della musica, è un intuizione è un racconto sulla libertà presunta, sulla libertà di essere se stessi o la libertà di credere nelle proprie illusioni. L’uomo in più è un film emozionate e triste allo stesso tempo, nel monologo finale viene fuori la poesia che è sempre presente nei lavori del regista, molti dei quali in sinergia con Servillo. Ottimo esempio di cinema italiano.

 

di Gaetano Celentano

 

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